mi manchi
materno labiale
sono in mezzo alla corrente
respiratore naturale
finalmente sono arrivate le nuvole
lo dicevano al telegiornale
cielo grigio e piogge sparse nel week-end
sei mesi che aspetto
sei mesi che devi tornare
e intanto fumo per finire il pacchetto
sarà bellissimo guardare i film dal letto
stasera ho fatto anche una prova
mi manchi
cosa sei
ti guardo mi appoggio ti annuso
con i tacchi a piedi nudi
non mi stanchi, finale sempre aperto.
sabato 19 giugno 2010
giovedì 3 giugno 2010
lunedì 17 maggio 2010
giovedì 22 aprile 2010
lunedì 19 aprile 2010
Insomma dobbiamo imparare convivere con le forze profonde della natura, con la nube che evoca paure profonde.
"Paure rafforzate da fenomeni relativamente recenti come l'eruzione del Tambora nel 1815, in Indonesia: l'effetto oscurante delle ceneri, fu così radicale che il 1816 venne chiamato l'anno senza estate. Si creò un'atmosfera surreale che spinse lord Byron e un gruppo di amici a ritirarsi in una casa vicino al lago di Ginevra per scrivere storie di fantasmi: Frankenstein nacque lì".
"Paure rafforzate da fenomeni relativamente recenti come l'eruzione del Tambora nel 1815, in Indonesia: l'effetto oscurante delle ceneri, fu così radicale che il 1816 venne chiamato l'anno senza estate. Si creò un'atmosfera surreale che spinse lord Byron e un gruppo di amici a ritirarsi in una casa vicino al lago di Ginevra per scrivere storie di fantasmi: Frankenstein nacque lì".
domenica 18 aprile 2010
primo colpo di scena. il pretesto
oggi è il quinto giorno da quano il vulcano in islanda ha cominciato a vomitare. ieri la nube di cenere è arrivata in Italia. scrivono che nelle prossime ore passerà sopra a tutto il nostro Paese. (tutto questo è opprimente). uno a uno gli aeroporti europei chiudono, a data da definirsi. non venite in aeroporto. ognuno rimanga dov'è. fermi tutti. fate finta che il resto non esista, noi siamo qui e ora. nessuno parte, né arriva.
così stamani sono uscita per andare a correre, e ho trovato la città piena di turisti. sembravano tante pedine, distribuite in ordine sparso. seduti sui muretti. con le piantine della città in mano. in piedi ai semafori.
su tutto incombe un'atmosfera strana. cerco su internet. qui in italia ne parlano tutti, ho la certezza che uscirà un sondaggio per capire chi è più international in base a quante persone che conosce sono state convolte da disagi e cancellazioni degli ultimi giorni. scrivono che di sicuro avremo un'estate più fredda. e che la polvere a contatto con i motori si solidifica, disattivandoli. in cosa consiste questa nube? a che altezza è? la si può vederea occhio nudo? può offuscare la luce del sole? perché a me pare di sentirmela addosso oggi. non fa più freddo di ieri, ma il cielo è coperto. allora è questa la nube? è questo l'effetto che fa? mi sento senza energie. tornando indietro a metà percorso, mi sono dovuta fermare e camminare, la musica nelle orecchie mi dava fastidio, ho cominciato a pensare che non ho concluso niente fin qui, niente mi entusiasma. mi accontento di un lavoro che non mi soddisfa e quello che vorrei fare quello che so fare neanche lo sto facendo. scrivo non tutti i giorni, turista un po' anche io, annoto sensazioni soprattutto, come fossero quadretti, non vado agli incontri, non so l'elenco delle case editrici, ma soprattutto non ho una storia da vendere. o meglio l'avevo, ma è rimasta lì, incompiuta senza un perché. irrisolta. due turiste fotografano un punto del fiume che guardo sempre, dove l'acqua fa un salto, di un metro, lì si fermano palloni, bottiglie di plastica. il lungotevere giù in basso è quasi deserto, mi fa pensare ai paesaggi della pianura adana, vuoti, malinconici. i gabbiani beati loro, che possono volare quando lo decidono, ono i più eleganti tra gli uccell, sufficientemente grandi da farsi guardare, sembrano sempre come su un piedistallo, staccati da terra. ho un senso di claustrofobia da una parte il Tevere dall'altra le mura, con ancora gli anelli che usavo in alri tempi per attraccare le abache, quando ancora il fiume era navigabile.
rallento, fino a fermarmi. è l'unica soluzione che abbiamo, non c'è necessità di muoversi. forse il senso è proprio qui. tutte le macchine sono state noleggiate. i treni sono pieni per tutta la settimana successiva, gli aeroporti chiusi. potrebbe sembrare una catastrofe, ma è solo un pretesto. un uomo si trova su un'isola, isolato.in una città come su un'isola. e da lì comincia tutta un'altra storia.
così stamani sono uscita per andare a correre, e ho trovato la città piena di turisti. sembravano tante pedine, distribuite in ordine sparso. seduti sui muretti. con le piantine della città in mano. in piedi ai semafori.
su tutto incombe un'atmosfera strana. cerco su internet. qui in italia ne parlano tutti, ho la certezza che uscirà un sondaggio per capire chi è più international in base a quante persone che conosce sono state convolte da disagi e cancellazioni degli ultimi giorni. scrivono che di sicuro avremo un'estate più fredda. e che la polvere a contatto con i motori si solidifica, disattivandoli. in cosa consiste questa nube? a che altezza è? la si può vederea occhio nudo? può offuscare la luce del sole? perché a me pare di sentirmela addosso oggi. non fa più freddo di ieri, ma il cielo è coperto. allora è questa la nube? è questo l'effetto che fa? mi sento senza energie. tornando indietro a metà percorso, mi sono dovuta fermare e camminare, la musica nelle orecchie mi dava fastidio, ho cominciato a pensare che non ho concluso niente fin qui, niente mi entusiasma. mi accontento di un lavoro che non mi soddisfa e quello che vorrei fare quello che so fare neanche lo sto facendo. scrivo non tutti i giorni, turista un po' anche io, annoto sensazioni soprattutto, come fossero quadretti, non vado agli incontri, non so l'elenco delle case editrici, ma soprattutto non ho una storia da vendere. o meglio l'avevo, ma è rimasta lì, incompiuta senza un perché. irrisolta. due turiste fotografano un punto del fiume che guardo sempre, dove l'acqua fa un salto, di un metro, lì si fermano palloni, bottiglie di plastica. il lungotevere giù in basso è quasi deserto, mi fa pensare ai paesaggi della pianura adana, vuoti, malinconici. i gabbiani beati loro, che possono volare quando lo decidono, ono i più eleganti tra gli uccell, sufficientemente grandi da farsi guardare, sembrano sempre come su un piedistallo, staccati da terra. ho un senso di claustrofobia da una parte il Tevere dall'altra le mura, con ancora gli anelli che usavo in alri tempi per attraccare le abache, quando ancora il fiume era navigabile.
rallento, fino a fermarmi. è l'unica soluzione che abbiamo, non c'è necessità di muoversi. forse il senso è proprio qui. tutte le macchine sono state noleggiate. i treni sono pieni per tutta la settimana successiva, gli aeroporti chiusi. potrebbe sembrare una catastrofe, ma è solo un pretesto. un uomo si trova su un'isola, isolato.in una città come su un'isola. e da lì comincia tutta un'altra storia.
martedì 13 aprile 2010
bevevi il latte e menta dalla nonna?
più cresco più ricordo. il piacere di quei pomeriggi sotto il portico. mio fratello aveva un trattore giallo di plastica, io una macchina rossa a pedali. il nonno stava seduto a un angolo, era un angolo di passaggio, una specie di camminamento circondava tutto il perimetro della casa, separandola dal giardino tutto attorno. il nonno stava lì, e faceva il distributore. noi si pagava in foglie. questo è il ricordo principale, dio quanti giri attorno a quella casa, lui stava lì, immobile, e intanto teneva d'occhio il viale d'ingresso, a quell'epoca c'erano i primi immigrati, quelli dei tappeti. o gli zingari. c'era un cancello pesante, lungo che scorreva come quello delle fabbriche, marrone, io ero convinta ci proteggese dal resto del mondo. accanto al cancello le bocche di leone, e poi al congine con il prato questa fontana, con la canna dell'acqua, in gomma verde come tutte le canne, che ogni tanto perdeva e la nonna si arrabiava sempre perchàé io la staccavo per riempire i palloncini d'acuqa direttamente dal rubinetto. altri tempi. altra spensieratezza.poi la domenica ci portavano a messa, e tutti a dire che belli i vostri nipotini, a dire il vero mio fratello er abello, io di particlare avevo soprattutto gli occhi e lo sguardo. cmq loro erano molto fieri di tutti e due. il nonno aveva la simca della fiat giallo oro, con i sedili in pelle nera, sempr ebrillante. ci passavo tutti i fine settimana dai nonni, io più che mio fratello. cmq verso le cinque arrivava sempre qualcuno in visita, quindi venivano serviti il gelato, e per chi non era goloso o non gli piaceva il gelato come me c'era la menta. da prendere o con il latte, o con l'acqua e il ghiaccio. ora quando
l'esercizio di stile per stasera è risotto con il porro e 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martedì 30 marzo 2010
giovedì 25 marzo 2010
man mano che mi avvicino alla piazza sento sempre più forti le urla dei bambini. prima era la piazza del mercato, con i sampietrini e la puzza di pesce fino a sera, ora invece c'è una colata di cemento che lava via tutto, i colori e le urla delle bancarelle sono sepolti lì sotto, mentre sopra ci hanno messo un'area giochi. ma i bambini sono troppo grandi, spagnoli che giocano a fare i bambini. più in là passa un gruppetto di ragazze che parlano inglese, è Roma ma mi ricorda la piazza davanti al MACBA, come cambiano l'architettura e l'uso delle città. eppure sono a Roma, a volte mi dimentico per quanti anni ho sognato di viverci. sono talmente qui che mi dimentico di esserci.
liquido
ci sono volte in cui mi sento felice. stasera ho visto Io sono l'amore. ho rivisto le atmosfere che mi piacciono, con una Tilda Swinton come sempre irraggiungibile, di una bellezza severa. quei posti in collina, non in montagna, quei posti in collina, dove gli alberi crescono ancora pieni di fronde, con il sole che passa di sbiego, e i moscerini in controluce. stradine sterrate, con le pietre bianche e appuntite, che finiscono in case fatiscenti, dentro di nuovo il sole di sbiego, e i vetri sporchi in controluce. la cucina con il tagliere in legno, qualche libro dimenticato, e il tavolo sotto la pergola scrostato da inverni disabitati. in città i proprietari vivono invece in case eleganti, di una bellezza severa o almeno così sarà la mia, grande e vuota, con il cemento in resina e pochi mobili. da quando sto qui mi è tornata la voglia di cucinare, stasera per esempio, rucola carciofi romaneschi il grana a scaglie grandi pinoli olio pugliese e il succo di arancia perché avevo finito i limoni. chissà, mi son chiesta, se ricorderò che a roma di marzo si mangiano i carciofi, perché quando scopri le verdure di stagione ti vien voglia di cucinare solo con quelle, ho voglia di cucinare solo per te, farti assaggiare nuovi abbinamenti, e poi sai mia madre saabto aveva fatto le focacce, assomigliavano più a dei funghi, con la parte superiore che travasava ormai immobile dalla carta attorno, hanno una forma bellissima le ho detto, e poi ne ho trovate altre, confezionate con la carta trasparente come in pasticceria, potremmo fare un'etichetta ma che dici mi risponde sempre. eppure è bello fare le cene e stupire gli ospiti, o portare alle cene dessert fatti in casa, vorrei imparare a fare le marmellate. due settimane fa al farmer market ho scoperto quella ai kiwi, adesso la spalmo la mattina sulle fette artigianali, sopra uno strato di ricotta. ci sono volte in cui mi sento felice, e mi viene quasi il mal di stomaco dall'emozione, guardavo la mia gamba piegata a novanta sull'altra, l'angolo che faceva mi piaceva, ma stavo scomoda quindi ho passato quasi tutto il film con le gambe sollevate, rannicchiate, in agenzia invece le ho sempre allungate sopra la scrivania, a roma respiro finalmente, mi allungo non so se capisci. e stasere c'era la luna sul ponte sublicio, chissà perché non mettono i lampioni lungo il tevere sotto e le guardie, così la gente può andare a correre anche di notte e vedere la città dal suo fiume, come da un battello. c'è una cosa che devo dirti, io vorrò una casa in collina, o sul mare, lontana da tutti, e vorrò che ci andiamo spesso. lo sai che ho bisogno di te per scrivere, vero?
sabato 13 marzo 2010
venerdì 5 marzo 2010
compleanno, festeggiamenti, gioia

...tanti auguri a te
tanti auguri a Giulia
tanti auguri a te.
è un coro di mamme, Giulia, Giulia è una bambina. e poi ho sentito battere tante mani, e gli strilletti di festa.
adoro. me ne stavo qui, a letto con la finestra aperta, a pubblicare la foto sul nostro blog, quando l'orecchio ha messo a fuoco. sembrano in strada, giuro, non mi affaccio perché so che non può essere, ma immagino una lunga tavolata sul marciapiede di fronte e una tovaglia di carta a quadretti bianchi e rossi, come un picnic anni '60. e invece saranno lì, stretti e sudati in un'unica stanza, anche loro con la finestra aperta, e le pareti vuote a far da eco. amo i romani. anch'io vorrei un coro così per i miei 31 anni, tante voci semplici e familiari che cantano una canzoncina vecchia, e questa volta niente broncio. anch'io vorrei un applauso di incoraggiamento.
buon compleanno Giulia, non ti conosco, non so a che piano stai ma è come se fossi lì. grazie.
mercoledì 24 febbraio 2010
promemoria
lo so, non è da me fare copia e incolla, mettermi in bocca parole altrui, citare o altro.
però queste so mi serviranno.
Credo che il mio lavoro non sia solo scrivere libri, ma anche pubblicarli.
Un libro è come un bambino, bisogna difendere la sua vita.
È solo in campagna che possiamo conoscere una creatura umana o un libro.
però queste so mi serviranno.
Credo che il mio lavoro non sia solo scrivere libri, ma anche pubblicarli.
Un libro è come un bambino, bisogna difendere la sua vita.
È solo in campagna che possiamo conoscere una creatura umana o un libro.
primavera solitaria
è uscita una stella, fra le nuvole,
e l'aria bagnata d'asfalto
come la primavera a Vicenza
che sono passati anni, sigarette e metropoli
ma ancora ce l'ho dentro.
mentre t'immagino su uno sterrato in salita
seduta sulla panca traballante
di una jeep che squarcia
la notte tersa e fredda di montagna.
io qui, tu là
in un altrove che cambia
ma sempre uguale rimane.
e l'aria bagnata d'asfalto
come la primavera a Vicenza
che sono passati anni, sigarette e metropoli
ma ancora ce l'ho dentro.
mentre t'immagino su uno sterrato in salita
seduta sulla panca traballante
di una jeep che squarcia
la notte tersa e fredda di montagna.
io qui, tu là
in un altrove che cambia
ma sempre uguale rimane.
sabato 20 febbraio 2010
lunedì 15 febbraio 2010
domenica 14 febbraio 2010
sabato 13 febbraio 2010
venerdì 12 febbraio 2010
ancora ancora!
giovedì 11 febbraio 2010
mercoledì 10 febbraio 2010
martedì 9 febbraio 2010
e lì, che tempo fa?
te, io e te, Valencia, l’erba voglio, botte piena o moglie ubriaca, scegli, nella vita non si può avere tutto, Copenhagen solo quando fa caldo, non devo scordarmi di prenotare Pantelleria e Carloforte, vieni vento vieni vuoto, voglio un loft nel verde e una finestra tonda come la porta di una cassaforte perché il tesoro è là fuori, sono impaziente di vedere la casa sul cortile, comprarti una giacca per il freddo, quello dell’oceano che ti entra dalle maniche e ti fruga fino in fondo ma tu hai la giacca antivento, scura come se non bastasse.
è che mi devo svuotare capisci? metto tutto qui che in caso so dove venire a cercare quando mi sentirò sola ma intanto mi svuoto e poi mi riempio, mente bulimica ma mica posso annegare nel mal di testa. Intanto oggi piove doveva arrivare domani la pioggia e invece eccomi qui, alla finestra, a guardare i piccioni infreddoliti e i rami tutti bagnati.
è che mi devo svuotare capisci? metto tutto qui che in caso so dove venire a cercare quando mi sentirò sola ma intanto mi svuoto e poi mi riempio, mente bulimica ma mica posso annegare nel mal di testa. Intanto oggi piove doveva arrivare domani la pioggia e invece eccomi qui, alla finestra, a guardare i piccioni infreddoliti e i rami tutti bagnati.
domenica 7 febbraio 2010
giovedì 4 febbraio 2010
C'ero anch'io.



Ammetto, per un attimo ho provato piacere. entusiasmo, per la precisione. Fashion on paper, al Tempio di Adriano. direi che l'evento riflette il mio stato d'animo attuale: affollato, generalista, pieno di niente e privo di un centro, possibilista, presenzialista, sovraeccitato. vivo ripetendomi ogni giorno: qualcosa ne uscirà.
giovedì 28 gennaio 2010
99 Pizza Italians

Carissimi italiani in Egitto, con piacere vi invitiamo alla 99a "Pizza Italians" al Cairo con ospite Beppe Severgnini del "Corriere della Sera" (giornalista, scrittore e conduttore del forum "Italians"). L'incontro si terrà presso il CRI (Centro Ricreativo Italiano), all'angolo tra la Sharia 26 Luglio e Sharia Galaa, Bulaq, Cairo, dalle 8.00 pm di Sabato 30 gennaio 2010.
mercoledì 20 gennaio 2010
domenica 17 gennaio 2010
L'ultima amatriciana.

non mi sono mai piaciuti i libri lunghi e le troppe spiegazioni, ho sempre odiato le gonne e le unghie lunghe, i luoghi affollati, la frenesia. quando è troppo è troppo. ho sempre preferito ciò che non era invadente, il rispetto degli spazi e la sobrietà, le tinte unite e le mattonelle piccoline. non occorre, sostenevo io, basta un'occhiata, un cenno della mano, una nuvoletta, perché tanta passione? così oggi, dopo l'ennesimo guanciale che sapeva troppo di maiale, ho detto basta anche all'amatriciana. questa è l'ultima mi son detta. così le ho fatto una foto, e ora eccola qui: era bella, ma sapeva troppo di maiale.
sabato 16 gennaio 2010
passatempo

Burraco. sto imparando a giocare a Burraco. c'è anche un posto dietro al Pantheon, dove vendono i libretti per segnare i punti.
lo so perché li ho visti. e ho immaginato persone attorno a un tavolo, conversazioni in ordine circolare. gente che mischia le carte, gente che le scopre, gente che vince, gente che perde, è ovvio, la somma zero. io gioco è come la vita.
giovedì 14 gennaio 2010
TIRATI SU.
imperdibile Italia 2010 (senza chiusura)
Imperdibili occasioni DeAgostini per te - A partire da 102 euro all'ora ogni giorno. Occupazione... - Consigliamo un guadagno supplementare. Non perdete... - sarah, vivi piccanti avventure come Fabrizio e Belen - Registrati...10 Euro in regalo per i SALDI! - Come guadagnare grazie all'aumento del prezzo dell'oro - Pensa che guadagnare 126 all'ora è tanto? -Negozio on line di gioielli le propone una collaborazione. - Penny Preville Le offre un lavoro. - Ogni vantaggio lasciato, è perso! - 2010 col botto: scoppiano le offerte da 56 euro - Pensa che guadagnare 198 all'ora è tanto? - Arezzo Jewelry Le offre un lavoro. - Partenze strategiche: le mete dei saldi - Pensa che guadagnare 114 all'ora è tanto? - Vi salutiamo. - Le proponiamo un guadagno extra.
Ahh che liberazione. come levarsi una spina dal culo. semplicemente, un piccolo sfizio che volevo togliermi da tempo.
oggi finalmente ho trovato il tempo di copiare con cura gli oggetti delle mail finite in posta indesiderata. questo il risultato, un capolavoro secondo la mia modesta opinione.
questi annunci di solito la gente li cancella subito, chiamandoli con tono dispregiativo SPAM, mentre sono una delle cose più divertenti e strampalate che uno abbia occasione di leggere. per me sono infatti lo spirito del tempo, reali come poche altre cose. quando posso li apro per capire che c'è scritto, come è scritto, fino a che punto può osare la fantasia. perché mi hanno sempre incuriosito i venditori.
e non importa se ogni volta puntualmente mi chiedo chi, dico chi, ci crede. è come domandarsi chi ha potuto comprare i prodotti urlati da wanna marchi. eppure c'erano, quelli che li compravano, c'erano e basta.
in fondo, per curiosità, io proverei, io urlerei
Ahh che liberazione. come levarsi una spina dal culo. semplicemente, un piccolo sfizio che volevo togliermi da tempo.
oggi finalmente ho trovato il tempo di copiare con cura gli oggetti delle mail finite in posta indesiderata. questo il risultato, un capolavoro secondo la mia modesta opinione.
questi annunci di solito la gente li cancella subito, chiamandoli con tono dispregiativo SPAM, mentre sono una delle cose più divertenti e strampalate che uno abbia occasione di leggere. per me sono infatti lo spirito del tempo, reali come poche altre cose. quando posso li apro per capire che c'è scritto, come è scritto, fino a che punto può osare la fantasia. perché mi hanno sempre incuriosito i venditori.
e non importa se ogni volta puntualmente mi chiedo chi, dico chi, ci crede. è come domandarsi chi ha potuto comprare i prodotti urlati da wanna marchi. eppure c'erano, quelli che li compravano, c'erano e basta.
in fondo, per curiosità, io proverei, io urlerei
mercoledì 13 gennaio 2010
l'agente immobiliare
Chiamo Nelly
le dico che voglio vedere la padrona di casa
mi dice che vive ad Alessandria e che veniva solo per il contratto e per prendere i soldi
mi dice: non vuole venire due volte
le dico che ho bisogno di discutere pagamenti ed altro, voglio pagare 3+3
le chiedo se la padrona parla inglese
risposta: si, benissimo
allora le dico che voglio chiamarla e almeno parlarle
mi dice, sai cosa mi dice?
guarda caso credo mercoledì sia al Cairo
sì, ripete, proprio mercoledì
sì, dice -ah domani
mi dice potremmo organizzare domani
le dico a me va bene
mi dice che resta solo una notte però
e mi chiede a che ora
le dico visto che è qui solo un giorno, anche se lavoro cerco di liberarmi
mi chiede quando mi fa più comodo
le dico che lavoro fino alle 3 pm quindi per me dopo sarebbe meglio
mi dice ok 3.30 pm
e mettendo giù aggiunge: se ti porti già i primi 3 mesi magari firmate tutto.
(e quindi passa tutta la miaproposta, senza neanche discuterne... mah)
Ma sarà vera la padrona di casa? Vivrà veramente ad Alessandria?
Quella di Roberto doveva vivere all'estero ma stava sempre qui.
le dico che voglio vedere la padrona di casa
mi dice che vive ad Alessandria e che veniva solo per il contratto e per prendere i soldi
mi dice: non vuole venire due volte
le dico che ho bisogno di discutere pagamenti ed altro, voglio pagare 3+3
le chiedo se la padrona parla inglese
risposta: si, benissimo
allora le dico che voglio chiamarla e almeno parlarle
mi dice, sai cosa mi dice?
guarda caso credo mercoledì sia al Cairo
sì, ripete, proprio mercoledì
sì, dice -ah domani
mi dice potremmo organizzare domani
le dico a me va bene
mi dice che resta solo una notte però
e mi chiede a che ora
le dico visto che è qui solo un giorno, anche se lavoro cerco di liberarmi
mi chiede quando mi fa più comodo
le dico che lavoro fino alle 3 pm quindi per me dopo sarebbe meglio
mi dice ok 3.30 pm
e mettendo giù aggiunge: se ti porti già i primi 3 mesi magari firmate tutto.
(e quindi passa tutta la miaproposta, senza neanche discuterne... mah)
Ma sarà vera la padrona di casa? Vivrà veramente ad Alessandria?
Quella di Roberto doveva vivere all'estero ma stava sempre qui.
allora era vero.

Per tutto il periodo natalizio in via dei Giubbonari e vicoli adiacenti, la scritta rossa PIOVONO POLPETTE lampeggiava sopra le teste di passanti divertiti. io la interpretavo come le luminarie de noantri, una maniera informale e un po' burlesque per creare atmosfera e dire lo stesso buone feste a tutti. i romano hanno un umorismo un po' cialtrone, ma che ci dobbiamo fare. dopo l'abbacchio alla romana, i carciofi e altre delizie nostrane, ci poteva anche stare che sui vicoli del centro piovessero polpette. tanto qui di neve non se ne parla.
ma ieri la scoperta, su una banale locandina. direttamente dagli states arriva (finalmente) anche in Italia il cartoon Piovono Polpette. allora era vero. ma sarà bello?
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