giovedì 25 marzo 2010

liquido

ci sono volte in cui mi sento felice. stasera ho visto Io sono l'amore. ho rivisto le atmosfere che mi piacciono, con una Tilda Swinton come sempre irraggiungibile, di una bellezza severa. quei posti in collina, non in montagna, quei posti in collina, dove gli alberi crescono ancora pieni di fronde, con il sole che passa di sbiego, e i moscerini in controluce. stradine sterrate, con le pietre bianche e appuntite, che finiscono in case fatiscenti, dentro di nuovo il sole di sbiego, e i vetri sporchi in controluce. la cucina con il tagliere in legno, qualche libro dimenticato, e il tavolo sotto la pergola scrostato da inverni disabitati. in città i proprietari vivono invece in case eleganti, di una bellezza severa o almeno così sarà la mia, grande e vuota, con il cemento in resina e pochi mobili. da quando sto qui mi è tornata la voglia di cucinare, stasera per esempio, rucola carciofi romaneschi il grana a scaglie grandi pinoli olio pugliese e il succo di arancia perché avevo finito i limoni. chissà, mi son chiesta, se ricorderò che a roma di marzo si mangiano i carciofi, perché quando scopri le verdure di stagione ti vien voglia di cucinare solo con quelle, ho voglia di cucinare solo per te, farti assaggiare nuovi abbinamenti, e poi sai mia madre saabto aveva fatto le focacce, assomigliavano più a dei funghi, con la parte superiore che travasava ormai immobile dalla carta attorno, hanno una forma bellissima le ho detto, e poi ne ho trovate altre, confezionate con la carta trasparente come in pasticceria, potremmo fare un'etichetta ma che dici mi risponde sempre. eppure è bello fare le cene e stupire gli ospiti, o portare alle cene dessert fatti in casa, vorrei imparare a fare le marmellate. due settimane fa al farmer market ho scoperto quella ai kiwi, adesso la spalmo la mattina sulle fette artigianali, sopra uno strato di ricotta. ci sono volte in cui mi sento felice, e mi viene quasi il mal di stomaco dall'emozione, guardavo la mia gamba piegata a novanta sull'altra, l'angolo che faceva mi piaceva, ma stavo scomoda quindi ho passato quasi tutto il film con le gambe sollevate, rannicchiate, in agenzia invece le ho sempre allungate sopra la scrivania, a roma respiro finalmente, mi allungo non so se capisci. e stasere c'era la luna sul ponte sublicio, chissà perché non mettono i lampioni lungo il tevere sotto e le guardie, così la gente può andare a correre anche di notte e vedere la città dal suo fiume, come da un battello. c'è una cosa che devo dirti, io vorrò una casa in collina, o sul mare, lontana da tutti, e vorrò che ci andiamo spesso. lo sai che ho bisogno di te per scrivere, vero?

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