martedì 13 aprile 2010

bevevi il latte e menta dalla nonna?

più cresco più ricordo. il piacere di quei pomeriggi sotto il portico. mio fratello aveva un trattore giallo di plastica, io una macchina rossa a pedali. il nonno stava seduto a un angolo, era un angolo di passaggio, una specie di camminamento circondava tutto il perimetro della casa, separandola dal giardino tutto attorno. il nonno stava lì, e faceva il distributore. noi si pagava in foglie. questo è il ricordo principale, dio quanti giri attorno a quella casa, lui stava lì, immobile, e intanto teneva d'occhio il viale d'ingresso, a quell'epoca c'erano i primi immigrati, quelli dei tappeti. o gli zingari. c'era un cancello pesante, lungo che scorreva come quello delle fabbriche, marrone, io ero convinta ci proteggese dal resto del mondo. accanto al cancello le bocche di leone, e poi al congine con il prato questa fontana, con la canna dell'acqua, in gomma verde come tutte le canne, che ogni tanto perdeva e la nonna si arrabiava sempre perchàé io la staccavo per riempire i palloncini d'acuqa direttamente dal rubinetto. altri tempi. altra spensieratezza.poi la domenica ci portavano a messa, e tutti a dire che belli i vostri nipotini, a dire il vero mio fratello er abello, io di particlare avevo soprattutto gli occhi e lo sguardo. cmq loro erano molto fieri di tutti e due. il nonno aveva la simca della fiat giallo oro, con i sedili in pelle nera, sempr ebrillante. ci passavo tutti i fine settimana dai nonni, io più che mio fratello. cmq verso le cinque arrivava sempre qualcuno in visita, quindi venivano serviti il gelato, e per chi non era goloso o non gli piaceva il gelato come me c'era la menta. da prendere o con il latte, o con l'acqua e il ghiaccio. ora quando

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